Con l’inflation rate della Spagna tra i più bassi al mondo, appena il 3,3% a marzo 2023 quando la media tra i 27 stati membri dell’Unione Europea è del 6,9% (Italia 7,7% – Germania 7.4%), il paese può dirsi di vivere un momento di stabilità economica non indifferente, considerato il periodo storico caratterizzato dalla crisi energetica internazionale e dalla ripresa post pandemica. Ma, soprattutto, da quella ormai celebre crisi finanziaria del 2008/2009 che ha messo a dura prova i mercati internazionale con strascichi ancora oggi ben evidenti. E’ proprio da questa crisi finanziaria che la Spagna ha scelto di ripartire, come una sorta di reboot del proprio sistema interno per tornare a dare una concreta stabilità al proprio territorio. Puntando, soprattutto, su alcuni settori che definirei strategici; uno tra tutti: quello tecnologico. Scelta che sta ripagando, dato che dopo la crisi finanziaria del 2008/09, il numero di nuove società tecnologiche è più che raddoppiato. Ma non solo, perché molte di esse si stanno assicurando sostanziali round di finanziamento, ottenendo lo status di unicorno, con valutazione totale che supera il miliardo di euro.

La conferma giunge dall’annuale report prodotto da Endeavor, organizzazione mondiale che analizza lo stato di salute del comparto hi-tech. Il focus sul sistema Spagna è il risultato di interviste effettuate a oltre 100 imprenditori locali, affiancate a dati provenienti da più di 750 aziende e più di 450 realtà tra organizzazioni di supporto, investitori, mentor e community locali che operano sempre in ambito tech. Quanto emerge dal report, è indubbiamente una situazione favorevole per il paese che può dirsi terreno fertile per attrarre nuovi investors e fare da incubatore dove far crescere idee imprenditoriali. Ma ci sono però alcuni aspetti sui quali serve ancora lavorare.

Il primo riguarda le famose “quote rosa”: la percentuale di aziende tecnologiche in Spagna con almeno una donna fondatrice è diminuita e le donne spesso incontrano maggiori ostacoli nella crescita delle loro aziende. Poi c’è la Startup Law, una serie di agevolazioni offerte dal governo per supportare le aziende nella fase iniziale, ma non va abbastanza lontano per supportarle nella fase di scaleup. A controbilanciare c’è però una rete territoriale che si auto supporta tanto da creare una connettività interregionale risultata fondamentale per lo sviluppo dell’ecosistema. La Spagna beneficia di molteplici poli imprenditoriali, con le più alte concentrazioni a Madrid e in Catalogna. Lo scambio di risorse tra regioni tra cui Valencia, Paesi Baschi e Andalusia, sta infatti aiutando il settore tecnologico a prosperare.

LA CRISI FINANZIARIA DEL 2008 HA SVEGLIATO GLI IMPRENDITORI

La crisi finanziaria ha colpito duramente lo sviluppo economico della Spagna e dell’Europa, ma ha anche mostrato come il progresso tecnologico e imprenditoriale possa essere la chiave per la successiva ripresa. Man mano che le persone perdevano il lavoro e affrontavano complicazioni finanziarie, l’imprenditorialità è diventata una potente soluzione. Dal 2008 al 2013, il PIL è diminuito dell’8,5%, mentre il settore tecnologico ha aggiunto più di 200 aziende creando più di 13.000 posti di lavoro tra il 2008 e il 2016. La dichiarazione di María Benjumea (founder e chairman di Spain StartUp), raccolte nel rapporto di Endeavor, riassume perfettamente la situazione: “Negli anni successivi alla crisi finanziaria c’è stata una completa trasformazione della mentalità delle persone, quasi a rendersi conto che la Spagna avrebbe avuto tutto le carte in regola per essere un polo attrattivo internazionale. Ma erano necessarie collaborazione e cooperazione e, ancor di più, fare in modo che l’imprenditore, in quanto innovatore e con un forte rischio globale, risultasse avere un ruolo decisivo per l’innovazione del paese. Per tale motivo che avrebbero dovuti essere tutelati e supportati”.

NUOVE IMPLICAZIONI DEL DIRITTO STARTUP

Nell’ambito dell’evoluzione del settore, il governo spagnolo ha presentato la prima legge spagnola dedicata alle startup, che dovrebbe essere approvata entro quest’anno. La legge vuole incentivare gli investimenti attraverso agevolazioni fiscali e l’acquisizione di talenti attraverso un nuovo visto digitale per i lavoratori internazionali. Un altro punto saliente è il miglioramento della creazione di attività commerciali, sia riducendo i tempi e costi burocratici, sia creando una piattaforma online per consentire agli imprenditori di fare tutto in un unico passaggio. Un’altra azione del governo verso lo stimolo dell’ecosistema consiste nella costituzione di Next Tech Fund, un fondo per supportare le giovani imprese.

SOSTEGNO FINANZIARIO

L’ecosistema degli investitori spagnoli si è notevolmente evoluto negli ultimi anni: ora ci sono più di 400 fondi di VC in Spagna, di cui più di 170 con base a Madrid e 120 a Barcellona. Inoltre, durante il 2021 la Spagna ha attirato 1,9 miliardi di euro di finanziamenti in capitale di rischio e durante la prima metà del 2022 questo numero è aumentato a 5,1 miliardi di euro. Sebbene il numero di VC spagnoli sia aumentato, le startup guardano ancora all’estero per ottenere finanziamenti. L’Indice di restrizione normativa sugli investimenti diretti esteri dell’OCSE classifica la Spagna al nono posto per i finanziamenti esteri ricevuti. Nel rapporto Endeavor emerge da parte di alcuni founders la mancanza di finanziamenti nella fase early stage delle startup, quando per loro è essenziale avere liquidità in tempi brevi.

FONDAZIONE EDUCATIVA

Non è un segreto che le università spagnole forniscano un’istruzione di prim’ordine. Sempre più giovani professionisti entrano a far parte di aziende tecnologiche internazionali facendo leva sul proprio background culturale acquisito nel sistema scolastico spagnolo. Un founder ha dichiarato a Endeavour: “La qualità della forza lavoro spagnola è alta. Ho lavorato per una startup della Silicon Valley e direi che la nostra qualità è mediamente superiore a quella californiana”. Università come Universitat Politècnica de Catalunya, ESADE e Universidad Politécnica de Madrid sono tra i punti in comune quando si analizzano i CV di coloro che lavorano nel settore hi tech spagnolo.

POTENZIALE DELLO SCALE UP

Le società tecnologiche spagnole attive etichettate come scale up sono generalmente aziende più datate che hanno percorso una lunga strada per raggiungere tali dimensioni. La strada può essere disordinata e gli ostacoli scoraggianti, ma avere qualcuno che ha fatto lo stesso viaggio è molto più facile. Queste aziende che hanno una maggiore stabilità finanziaria e sono ottimi punti di riferimento per l’ecosistema poiché continuano ad aumentare la loro forza lavoro, attrarre grandi talenti e capitali e motivare intrinsecamente dipendenti e nuove startup.

CONNETTIVITÀ INTERREGIONALE

La Spagna è in un’ottima posizione per continuare a sviluppare il proprio ecosistema imprenditoriale grazie al vantaggio di avere due hub molto importanti come Madrid e Barcellona. Gli hub più piccoli (Valencia, Paesi Baschi, Andalusia) hanno invece prosperato solo ultimamente ma stanno sostenendo la crescita complessiva del settore. Questa connettività risulta essere un punto strategico nella roadmap della Spagna per diventare un paese importante per le aziende tecnologiche in Europa e nel mondo intero. Ma tutto questo può avvenire solo se startup, scale up, mentor, angel investor, VC, istituzioni, ecc. si uniscono tutti insieme per supportare l’espansione dell’ecosistema.

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